lunedì 26 settembre 2016

THE GORE GORE GIRLS



(Id. 1972)
 
Quando un artista diventa tale che il suo stile risulti riconoscibile tutto il resto passa in secondo piano, anche la poca competenza nell'uso dei mezzi cinematografici.Questo il caso di Herschell Gordon Lewis, unanimamente considerato il padre del cinema gore, qui nel suo cosidetto canto del cigno, nonchè ultimo titolo diretto prima del suo ritiro dalle scene nel 1972, ritiro durato trent'anni, ovvero fino al 2002 in cui diresse il seguito del suo titolo più celebre "Blood Feast 2: All U Can Eat ".

The Gore Gore Girls, rappresenta la summa di un autore che ha sempre privilegiato l'aspetto economico rispetto a quello artistico di un film, paradossalmente fu proprio questo suo atteggiamento a trasformarlo in qualcosa di simile ad un artista, sostituendo però il pennello con le interiora comprate al macellaio. L'intento di questo suo ultimo thriller è però tutt'altro che autoreferenziale, anzi, sembra quasi che in The Gore Gore Girls, Lewis tenda a prendersi in giro, l'impatto iniziale è alquanto violento con l'assassino che fracassa la testa di una donna contro lo specchio, poi però l'entrata in scena del protagonista, l'aristocratico investigatore Abraham Gentry mette tutto sul piano dell'assurdità in quanto viene pagato 25.000 dollari dal quotidiano "The Globe" per risolvere il caso del killer delle spogliarelliste.

Insieme alla reporter Nancy, l'investigatore inizia a girare per lo strip club dove è stata uccisa la prima vittima. Lewis dirige il prototipo dello slasher e, per l'occasione sfodera la sua fantasia gore più perversa nei confronti delle povere ragazze, che quasi sempre si presentano a seno nudo. Ecco quindi che una si becca una martellata sul cranio mentre fa il palloncino con la chewing gum che si riempie di sangue (sequenza memorabile giustamente passata alla storia del cinema di genere), un'altra a cui taglia i capezzoli da dove fuoriesce una sorta di caffelatte con cui l'assassino fa allegramente un brindisi, un'altra che viene sculacciata con un batticarne fino a trasformarle le chiappe in poltiglia, insomma un campionario di efferatezze dove l'artista Lewis si compiace divertito di pastrugnare nella carne e schiacciare occhi bovini con le dita costruendo vere e proprie sculture gore.Peccato che il padrino del gore sia più attento alla macelleria che alle inquadrature e che alcune sequenze diventino talmente statiche da rasentare la noia, in ogni caso il divertimemto è garantito se non altro dalle buffe interpretazioni di Frank Kress e Amy Farrell, coppia improbabile ma simpatica, e da tutta una serie di bizzarri personaggi che condiscono la trama tra cui un reduce del vietnam che si diverte a sfondare a pugni zucchine e pomodori, una cameriera irascibile e l'insolita irruzione di un gruppo di femministe che trasformano lo spogliarello in una rissa stile western. A questo punto attendiamo frementi l'ultima opera del maestro, quel "The Uh-oh Show " che si preannuncia come una vera e propria valanga di interiora e sangue.

Ci mancherai tanto Hershell, ma la tua opera di sangue resterà con noi, per sempre! R.I.P.

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