martedì 23 maggio 2017

WILD BEASTS - BELVE FEROCI

(Id. 1984)
Regia
Cast  , ,


La cosa più triste è il pensare che molti animali siano stati uccisi per realizzare le scene di questo film, sordido residuo dell'era dannata dei Mondo movies. Non a caso, a dirigere l'ultima prodezza italiana del genere tristemente famoso nel mondo è il sempiterno Franco Prosperi, co-realizzatore del primogenito di questa dannata stirpe, quel Mondo cane che gli ha valso l'attestato di peggior amico della natura. Nonostante si abbandonino i tagli documentaristici falsati e ci si cali decisamente nella fiction, Wild Beasts mantiene il discutibile indugio al dettaglio macabro della gente divorata dai leoni, schiacciata dagli elefanti, rosicchiata dai topi o inseguita a 160 km orari da un ghepardo inferocito.

L'uomo di città incontra la natura e nonostante la sua intelligenza e il suo progresso perisce inevitabilmente fra le zanne di un branco di felini tutti impazziti per la polvere d' angelo che misteriosamente si è disciolta nell' acquedotto comunale di una Berlino "sotto mentite spoglie". Come protagonista troviamo un'eroina del genere cannibal, Lorraine De Selle (Cannibal ferox ) nei panni di una giornalista che trascura la figlia, e John Aldrich, nei panni di un biologo amante degli animali (e deve esserlo anche nella realtà perchè dopo questo film non ha più lavorato nel cinema).  

Completa il cast un italianissimo Ugo Bologna che dà un pò il senso alla Fantozzi a tutta questa storia, molto ben confezionata, con tanti bei flani dettagliati per lanciarla nelle sale (elenchi di tutte quante le efferatezze compiute nel film in puro stile Faces of Death ) ma poco senso al tutto, sopratutto al pietoso messaggio ecologista/apocalittico di un futuro che in realtà è molto diverso da quello che ci si aspettava in quegli anni.

martedì 16 maggio 2017

I SPIT ON YOUR CORPSE



(Girls for rent, 1974)
Regia



Se non sapete chi è Georgina Spelvin vuol dire che vi siete persi quel capolavoro del cinema a luci rosse dal titolo "The Devil in Miss Jones" di Gerard Damiano e me ne dispiace assai. In ogni caso se volete avere solo una vaga idea di chi stiamo parlando, basterà pensare alla prostituta che apriva la patta di George Gaynes in una delle scene più esilaranti di "Scuola di Polizia". Certo, un cameo di pochi minuti con l'ombra sbiadita di quella che fu una delle sexy queen più rappresentative degli anni settanta, non basta a renderci conto del potenziale erotico di Georgina, per cui, se proprio non volete andare a caccia di filmini porno come dei vecchi bauscioni, mi sento di consigliarvi questo ottimo exploitation diretto dal regista cult per eccellenza Al Adamson, autore di perle incredibili come "Brain of Blood", "Satan's Sadists" o "Horror of the Bloody Monsters". Conosciuto anche come Girls for Rent, il film è un crime movie al femminile che inizia con un gruppo di carcerate vestite solo con una vestaglietta grigia e a piedi scalzi, mandate a fare lavori forzati nel deserto. 

La scarsità di abiti indossati è l'occasione per buttare qua e là qualche tetta fugace, poi c'è persino la lotta nella polvere e la fuga di Georgina (che interpreta la criminale Sandra). La pellicola prosegue con un intrigo politico di ricatti a opera di una sedicente organizzazione di cui fa parte Sandra con la collega Killer Erica. La parte migliore è una specie di road movie che si sviluppa nel secondo tempo con  le due assassine a caccia di Donna, una testimone scomoda che prima si fa fregare l'auto da una virago in calzettoni bianchi e poi finisce nelle mani di un predicatore che vuole farla accoppiare con il figlio ritardato. 

Fortuna che alla fine incontra un baldo giovane che l'aiuterà nella fuga dopo che le due assassine riescono a scovare la ragazza, certo, ci si chiede vedendo l'inseguimento nel deserto come possa Georgina correre tanto in fretta nelle strade sterrate con le ciabattine da salotto ma non stiamo a sottilizzare. Il momento migliore vede Georgina sedurre il giovane ritardato e prorompere in un rapporto sessuale che si conclude nel sangue,  scena che dimostra che si può eccitare il pubblico senza necessariamente mostrare tutto. Il finale poi ci sorprende con un rocambolesco inseguimento in dune buggy in cui Adamson riesce scatenare tutta la sua bravura di regista exploitation. Un drive in movie decisamente cattivello, in cui i morti ammazzati si sprecano, si butta nel calderone un po di nudità gratuite e sopratutto si scoprono le pentole perverse della grande provincia americana.

lunedì 8 maggio 2017

DRIVE IN MASSACRE

(Id. 1976)
Regia
Cast  , ,



Difficile pensare che esista un film più brutto di questo, uno slasher movie tipico degli anni '70, di quelli che andavano proiettati nei drive in  a tarda notte mentre le coppiette appartate in automobile si dedicavano agli affaracci loro. In effetti l'idea di partenza ha un che di sarcastico, con un serial killer misterioso che affetta gli amanti parcheggiati e fa tribolare due detective (Bruce Kimball e Adam Lawrence) un pò ciccioni e un gestore del cinema che sembra più uno spacciatore uscito dal ghetto (Newton Naushaus), metteteci dentro un handyman chiamato germy (Douglas Gudbye) che sembra un maniaco sessuale e una serie di personaggi improbabili che fanno le moine in macchina prima di essere sgozzati o decapitati e avrete perfettamente a fuoco il tipo di film realizzato da un sedicente Stu Segall (che si firmò poi in altre pellicole con il nome di Godfrey Daniels). 

La sceneggiatura , poi, anche più inconcludente e sbagliata della realizzazione tecnica dell'insieme. Insomma, dopo averlo visto, Drive in Massacre scivola via con un senso di inettitudine e sofferenza da parte dello spettatore che, per fortuna, scompare dalla mente all'uscita della sala (come anche i soldi del biglietto). Eppure anche nel miasma generale di questo orrore cinematografico, il senso di ironia pervade sottilmente il tutto, al drive in non viene mai inquadrato lo schermo dove proiettano i film, quasi a voler sottolineare che siamo noi dall'altra parte del telone che guardiamo gli altri che ci guardano (e muoiono).
Gli effetti splatter, sopratutto nella scena iniziale, sono gradevoli ma le incongruenze abbondano (c'è un maniaco in un magazzino che minaccia una tipa con un  machete che, quando arrivano gli sbirri, si trasforma come per magia in un revolver). Certo, con un pò di filosofia, si riesce a leggere del buono anche in film come questi, ma c'è un limite a tutto.
 


giovedì 4 maggio 2017

HORRORS OF THE RED PLANET



(The Wizard of Mars, 1965)
 
Esordio alla regia di David L. Hewitt, tipico regista da economicissimi drive-in movie destinati al consumo irresponsabile di massa, questo pastrocchio sci-fi è un tripudio al kitsch più violento, neanche Andy Milligan o Roger Corman avrebbero potuto realizzare qualcosa di così assolutamente "cheap", a partire dagli effetti speciali, veramente bolsi e inconsistenti anche per l'epoca. Cosa strana, visto che Hewitt si specializzerà in Visual Effects entrando persino nel team di "Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi", blockbuster di successo che tutti i cultori anni ottanta sicuramente ricorderanno. Horrors of the red planet è anche conosciuto come " The Wizard of mars", titolo peraltro più appropriato dal momento che di orrori, a parte il film stesso, non se ne vedono proprio nella pellicola. Il film inizia con questa astronavina che si muove fluttuando nello spazio e sembra appiccicata al fondale con i trasferelli (ve li ricordate?), la "fanta" qui è poi talmente poco  "scienza" che l'interno è tutto un fiorire di potenziometri come quello che mio padre usava negli anni settanta per verificare i contatti elettrici. 

I 4 attori, in stupende tutine color cacchina, hanno a disposizione i periscopi dell'U-BOOT 96 per vedere nello spazio e siedono su comode sedie a sdraio incollate nella cabina. A un certo punto i quattro, tre uomini e una rossa de cavei, si rompono i coglioni di girate nello spazio e virano verso Marte, scoppia un temporale (nello spaziooooo??? Ma dai!!!) tutto realizzato come i cartoni animati più scarsi che si possano vedere nella storia del cinema. La grettezza degli effetti si denota sopratutto dai particolari, quelli che ogni tanto l'astronave perde muovendosi nel trasferello . Atterrati su Marte i quattro astronauti color cacchina (con le ghette stile Gastone ai piedi!) indossano delle fantastiche tute dorate e scendono sulla superficie dove trovano un fantastico laghetto di montagna pieno di gamberoni giganti che sembrano scolopendre di cartone e che minacciano di assaltarli. I quattro , nel frattempo si decidono a compiere la traversata del laghetto con i canotti gialli che di solito non guiderebbe neanche un bambino di tre anni. Giunti alle grotte di Frasassi i quattro attraversano un "documentario sulla lava" (nel senso che le riprese della lava sono visibilmente rubate a qualche documentario) e affrontano gallerie di polistirolo fino a uscire nel deserto dove scoprono una strada di mattoni a vista che conduce alla sagoma di un castello risalente al medioevo preconfezionato. 

Fin qui non succede un cazzo, ma il regista continua a propinarci lunghissime scene di attraversamento " speleologico" prima e "desertico" poi. Finalmente dentro al castello vedono un marziano imbalsamato con le orecchie stile "Mad", gli occhi strabici, il nasone e il cervellone infilato in un catino di vetro che lampeggia color lilla.  Mentre il pubblico dorme, l'alieno tenta di comunicare con l'unico del cast capace di far roteare gli occhi all'indietro (così si risparmia sul make-up) e a questo punto il regista ci va giù pesante con assurdi effetti stroboscopici in cui la faccia (da pirla) dell'alieno si sdoppia e svolazza trasparente per le gallerie. A questo punto appare la star del film, o meglio solo la testa di John Carradine che inizia un pippone assurdo  mentre una nebulosa in sovraimpressione gli fa il solletico al naso. Finito il pippotto i quattro si ritrovano in una cantina con un pendolone del Re Sole che se viene mosso fa crollare tutto...indovinate un po  cosa faranno i nostri eroi?

giovedì 27 aprile 2017

LA VENGANZA DEL SEXO

(The Curious Dr.Humpp, 1971)
Regia
Cast  , ,


"Sex dominates the world! And now, I dominate sex!"

Con questa frase si presenta al mondo il diabolico Dottor Humpp (Aldo Barbero), forse uno dei mad doctor più weird che la cinematografia sci-fi conosca. Protagonista di questo oscuro film argentino, l'incredibile scienziato fa rapire coppie vogliose, lesbiche e ragazzini orgiastici per raccogliere un fluido speciale (?) generato dalla copulazione, per nutrire un gommoso cervello parlante. Per i suoi malefici scopi, il medico si avvale della collaborazione di un grottesco gigante con un'enorme maschera (che sembra un totem intagliato nel legno) coronata da un led lampeggiante, da una bionda assistente di lui innamorata follemente (Susana Beltrán) e un gruppo di loschi figuri in calazamaglia.   
Girato in uno splendido bianco e nero e arricchito da una generosa selezione di scene soft-core (molte delle quali aggiunte in post produzione prima di essere proiettato a New York), questo prezioso esempio della genialità latina si distingue per la regia asciutta ed essenziale di Emilio Vieyra che ci regala impagabili inquadrature degli scarponi argentati del mostro, degli sguardi dei protagonisti e una serie di bellezze locali tra cui la splendida Gloria Prat che da sola vale la visione del film. 
  
Il tutto sorretto da una colonna sonora notevole che oscilla tra jazz e psichedelia sperimentale. Se avete amato Everything You Always Wanted to Know About Sex * But Were Afraid to Ask e il mitico Dr. Bernardo (John Carradine) con i suoi esperimenti sul sesso, non potete perdervi questo cultissimo assoluto del cinema Weird.