lunedì 18 giugno 2018

IL MOSTRO DELL'OBITORIO

(El Jorobado de la Morgue, 1973)
Regia
Cast  , ,


 Io e un mio caro amico ci siamo presi per il sedere diverse volte dandoci ripetutamente del "mostro dell'obitorio", ispirati dalla visione di questo cult spagnolo diretto da Javier Aguirre e palesemente ispirato alle pellicole della casa cinematografica inglese Hammer . Un film dai forti richiami gotici in cui un gobbo deforme chiamato Gotho (Jacinto Molina) uccide belle ragazze per i loschi esperimenti di un medico pazzo, il dottor Horla (Alberto Dalbés) allo scopo di riportare in vita la sua amata. 

Dopo innumerevoli omicidi il risultato degli esperimenti sarà un mostro che ricorda un pò un blob fangoso dal dubbio fascino per Gotho, il quale ingaggerà una terribile lotta che terminerà in una enorme vasca d'acido. Ed è proprio questa fumante piscina densa di liquidi giallastro e fumante uno dei particolari più affascinanti di un film la cui bruttezza esasperata si rende adorabile grazie ad una sofferta trama che mixa sapientemente richiami alla Edgar Allan Poe (i delitti della Rue Morgue) ed il mito di Frankenstein.  
  
Una tragedia shakespeariana che deve molto alla scuola di Jess Franco e di tutto l'Horror spagnolo, forse uscito al cinema un pò in ritardo coi tempi ma pieno di suggestione old fashioned che ha fatto sognare noi ragazzini quando la sera, in televisione, trasmettevano film del genere e noi, lì, a divorarseli avidamente come l'acido della vasca del dottor Horla che ingurgita corpi e personaggi lungo lo svolgersi della pellicola. Da notare nel titolo italiano l'uso della parola "obitorio" ancora piuttosto inusuale per quegli anni.


lunedì 11 giugno 2018

THE INCREDIBLE MELTING MAN

(Id. 1977)
Regia
Cast , ,  


Ai nastri di partenza la pellicola ci illustra il solito viaggio spaziale condotto da tre astronauti tutti estasiati perchè si stanno avvicinando al sole. Vediamo infatti alcuni footage, ormai classici quanto stra-abusati nella cinematografia fantastica, di lampi di fuoco che esplodono lungo la linea del pianeta infuocato. Poi all'improvviso l'astronauta Steve ha dei dolori alla faccia. Lo ritroviamo completamente bendato in un letto d'ospedale senza che il regista William Sachs ci spieghi che minchia di fine hanno fatto gli altri due astronauti (Lo scopriremo alla fine in una trasmissione radiofonica...meno male!) . I medici ci fanno capire che l'uomo è orrendamente ustionato e non capiscono come sia possibile sia ancora vivo. Rimasto solo, Steve si sveglia si guarda le manone orrendamente bruciate e si butta sullo specchio per sfilarsi le bende e scoprire di essere diventato un mostro. 

Comicamente gli rimane attaccato un pezzo di benda al naso che non si stacca nemmeno quando l'uomo inizia ad agitarsi tutto e ad urlare terrorizzando un'infermiera cicciona che fugge via in un assurdo ralenty all'infinito lungo un corridoio completamente deserto, la vediamo poi sfasciare una porta finestra e buttarsi a correre in un parcheggio altrettanto deserto. La cosa ancora più comica è che nella sequenza successiva il mostro l'ha già raggiunta e aggredita. Dopo che i medici hanno appurato che alla donna gli è stato succhiato il cervello, veniamo a sapere che il nostro Steve deve nutrirsi di carne umana per ricostituire i tessuti del corpo che va pian piano sciogliendosi. Il regista non lesina in dettagli dei piedi filanti nel bosco mentre aggredisce un pescatore un pò scemo più interessato alla birre che alla pesca. I tagli di montaggio poi sono da manuale, con la sequenza successiva che vede volare una testa assolutamente malfatta della vittima nel fiume. E' la volta poi di un gruppo di ragazzini che fumano di nascosto e recitano talmente male che si spera vengano uccisi subito ma purtroppo, dopo una scena lunghissima e inutile, non accade loro assolutamente nulla. Il buon Steve va sciogliendosi progressivamente fino a diventare un minestrone di carne umana tutto grufolante che assedia la casa del suo amico scienziato Ted Nelson di cui uccide la vecchia suocera che si era fermata nottetempo a rubare le arance con l'attempato amichetto. Per Ted inizia una caccia all'uomo contro il tempo, visto che il mostro si sta sciogliendo tutto. 
 

A parte la recitazione imbarazzante, ma coesa, di tutto il cast (nel senso che recitano tutti, ma proprio tutti, malissimo) si segnala uno straordinario montaggio sconclusionato, alcune scene allucinogene come la tizia che affetta il braccio al melting man e rimane davanti alla telecamera dieci minuti buoni a simulare comicamente uno stato di shock. Si tenta anche la carta della sequenza di morte spettacolare con uno sfigatissimo poliziotto che rimane invischiato in un cavo elettrico (ma si vede che è un manichino) e allora il regista tutto contento va avanti altri dieci minuti a indugiare sulla stessa scena mentre il sonoro di sottofondo continua imperterrito a propinarci registrazioni di lanci spaziali probabilmente fregate alla NASA. Fantascienza da 4 soldi che in America ha avuto molti estimatori (non ultimo Paul Veroheven che lo cita in una scena di Robocop) e che ricorda alla lontana un classicone come "The Quatermass Experiment. La cosa più scioccante del film rimane comunque lo scoprire nei titoli di coda che nel cast è presente anche Jonathan Demme (Si, proprio il regista de "Il Silenzio degli Innocenti") in un breve cameo. Il finale risulta perfettamente in linea con la qualità generale del film, quando il mostro crolla contro un muro diventando una poltiglia blobbosa che il solito inserviente nero dovrà ripulire non senza incazzarsi come un matto. Spazzatura sei e spazzatura resterai!



lunedì 4 giugno 2018

LA NOTTE DEI RESUSCITATI CIECHI

(La Noche de Las Gaviotas, 1975)
Regia  
Cast  , ,


Assieme a Jesus Franco , Amando de Ossorio è stato uno dei registi di punta dell'horror spagnolo dei primi anni '70, grazie soprattutto alla sua quadrilogia dedicata ai resuscitati ciechi, sorta di cavalieri medioevali dediti a riti pagani con tanto di sacrificio umano, che vengono uccisi bruciando loro gli occhi dalla folla inferocita, prontamente risorti in forma di scheletri muffosi e claudicanti, ovviamente privi dei globi oculari, proseguono dall'aldilà i loro riti sanguinari a spese di belle vergini, spesso discinte. 

In questo quarto ed ultimo capitolo li ritroviamo a terrorizzare un piccolo paese di pescatori che per sette giorni ogni sette anni deve sacrificare le vergini del villaggio agli zombi in cappa e spada. Tutto questo finchè un giovane medico (Víctor Petit) e la sua spaventatissima moglie (María Kosti) non decidono di porre fine all'infernale terrore impedendo il sacrificio della loro assistente ( Sandra Mozarowsky) e scatenando così l'ira degli accecati in un crescendo da Night of the Living Dead . 

Essendo l'ultimo capitolo di una serie di film (che però possono essere visti separati snza soluzione di continuità visto che ogni pellicola ha una storia diversa) "la notte dei gabbiani" mostra evidenti segni di stanchezza determinati dalla ripetitività del copione e delle scene anche se l'atmosfera del borgo malefico è quella giusta e i meravigliosi e terrificanti scenari delle scogliere iberiche rendono il prodotto gustoso e genuinamente angosciante. Qualche tetta al vento ed un pò di splatter (forte per quell'epoca) insaporiscono l'opera del defunto regista galiziano e chiudono una saga cult di che vi consiglio di riscoprire assolutamente. Una curiosità: non sapevo che i granchi si nutrissero di carne umana!
 

lunedì 28 maggio 2018

NIGHT VISION

(Id. 1987)



Fra le Vhs che circolavano nei negozi di noleggio degli anni ottanta, ogni tanto spuntava qualche titolo sconosciuto il quale, senza passare dalle sale, veniva distribuito in sordina nel tentativo di dargli una vita commerciale nel nostro paese. Nasceva allora lo straight to video che porterà alla luce piccole perle low budget come questo Night Vision, ancor oggi lontano dalla statura di cult movie, sconosciuto ai più ma decisamente meritevole di almeno una visione, notturna o diurna che dir si voglia. Protagonista un giovane nerd di campagna che si trasferisce nella metropoli tentacolare e caotica, ma non siamo di fronte al remake de "Il ragazzo di campagna" poichè il film, nonostante tutto, è un horror, o almeno ci prova.

Disperatamente ingenuo, stupidotto e buonino, il nostro eroe non ha neanche la carta di credito e da per sbaglio al portiere di un albergo il suo numero di telefono, per questo viene buttato in strada dopo una sequenza surreale accompagnata da un gruppo di chiassosi membri del clan dei bufali, con tanto di elmi a corna vichinghe e tanta goliardia posticcia. Per il nostro, che vuole diventare uno scrittore, ma nel Kansas non trova la giusta ispirazione, non resta altro che infilarsi in una squallida pensione gestita da una vecchia impicciona e arrogante, i cui clienti sono decisamente equivoci. Una sera il nerd interviene per aiutare un tizio aggredito da due loschi individui che indossano un mantello nero, il tipo, un italoamericano nanerottolo coi baffoni che si chiama Vinny, lo invita a casa e si scopre che non è altri che un ladruncolo da strapazzo. Per ringraziarlo dell'aiuto Vinny offre al ragazzo un lavoro di dubbia legalità e un televisore con annesso VCR e videocassetta horror inserita al suo interno. Di giorno lo scrittore cerca di farsi assumere in una videoteca dove lavora una giovane dai modi rudi che passa il tempo a bloccare uno stupido ragazzino intento a fregare film porno. I due escono insieme e lei si innamora, ma nel frattempo di notte, la televisione e il VCR si accendono da soli nella stanza e il nerd comincia ad avere visioni inquietanti che traduce senza volerlo nei suoi racconti, via via sempre più macabri. Nel film la presenza della setta satanica e del videoregistratore posseduto sono in realtà molto marginali nella narrazione, ci si concentra di più sulle atmosfere suburbane, contrassegnate dal rumore e dal degrado che passano nel sonoro costantemente, quasi a formare una colonna sonora alternativa. La fotografia poi è assente mentre i tempi cinematografici sono lunghi e spesso invitano allo sbadiglio, in tutto c'è poi quell'aura da trash movie che impoverisce la messa in scena nonostante lo sviluppo narrativo e la recitazione siano tutt'altro che disprezzabili.

Molto buona la caratterizzazione dei personaggi, anche se molto stereotipati, funzionano le atmosfere e quel via vai di strane creature umane che vediamo scorrere sullo schermo crea sensazioni surreali sicuramente più inquietanti delle sette sataniche che bagnano lo schermo televisivo di sangue di gatto. Il regista Michael Krueger gira con Night Vision il suo secondo film dopo MindKiller che, in un certo senso, risulta speculare, sia come storia sia come cast . Purtroppo il regista morirà precocemente a 39 anni e questi due titoli risulteranno gli unici della sua carriera, assieme allo script del quinto episodio della serie Amityville. Non ci è dato quindi di sapere se il suo talento era oppresso da un basso budget e se quindi, a oggi, si è perso un piccolo genio del cinema, di certo Night Vision, nei suoi limiti e difetti, si lascia guardare piacevolmente pur degenerando verso la fine nel delirio più totale, tra le righe si riesce a leggere anche una severa critica al degrado urbano e mette in scena con la dovuta ironia il contrasto eterno tra il provincialismo rurale americano e la metropoli caotica e tentacolare, vero mostro inquietante di tutto il film.