(Street Trash, 1987)
Regia
James M. Muro
Cast
Mike Lackey,
Bill Chepil,
Vic Noto

Peccato che Jim Muro abbia scelto
di abbandonare la regia dopo la realizzazione di questo capolavoro delirante.
Non sono ben chiari ad oggi i motivi di questa scelta (ma pare ci fossero di
mezzo intrallazzi mafiosi nei finanziamenti), fatto sta che, dopo questa
piccola perla del cattivo gusto, Muro ha definitivamente abbandonato la regia
per celarsi dietro una più rassicurante figura di operatore steadycam per
blockbuster come X-Men: The Last Stand , True Lies e Titanic, accantonando per
sempre l’ambiente delle produzioni indipendenti.Attualmente Street Trash rimane
quindi l’unica testimonianza del talento di Muro a livello registico, un film
che, assieme al contemporaneo Bad Taste e a Basket Case, ci svela, negli anni
’80, un tesoro nascosto di produzioni indie veramente notevoli che nuotano nello
splatter e nel genio puro di autori in erba ma con un grande futuro davanti.

Street Trash ci porta nella
sporcizia e nel sudiciume del Queens, in mezzo a barboni alcolizzati che lavano
i vetri saltando sul cofano delle auto, si infilano polli rubati nei pantaloni
e fanno filippiche razziali se li beccano, vivono in mezzo alle auto in
demolizione e giocano a palla con peni tranciati di netto. Il delirio e la bassezza non
risparmiano niente e nessuno, c’è un osceno ciccione che non esita a farsi un
cadavere, un reduce del Vietnam psicopatico che uccide con un coltello ricavato
da un osso umano ed un campionario di individui ai margini della civiltà,
reietti e rinnegati che regrediscono all’istinto più bestiale. In tutto questo
il filo conduttore della storia è un sedicente liquore denominato Viper che
scioglie letteralmente i suoi consumatori.


Ed è proprio nelle scene di
squagliamento dei malcapitati avventori di questo strano liquidi che Muro trova
il massimo godimento nel mostrarci vere e proprie opere d’arte, i corpi
diventano colorati, si afflosciano nei cessi somigliando a grotteschi blob, un
tripudio di marcescente liquame giallo e rosso, pance che si gonfiano per poi
esplodere, seni che si bucano e sprizzano sangue. Sul finire poi il tutto si
chiude con un esplosione di splatter veramente notevole ed un divertentissimo
dialogo finale tra il pacato giovine che fa il portiere in un albergo di lusso
ed un boss mafioso che vuole farlo fuori. Non so perché Muro abbia smesso di
girare ma di sicuro ci ha regalato un’opera forte, anarchica ed irresistibile,
che nonostante gli anni si mantiene fresca e intatta in tutta la sua forsennata
demenzialità.
In assoluto uno dei miei film preferiti, visto e rivisto almeno una decina di volte.
RispondiEliminaMerita il premio "morti più colorate della storia del cinema"