(ID 1974)
Regia Luigi Batzella

E venne il delirio... come Renato Polselli e anche più, Luigi Batzella (alias Paolo Solvay) realizza una delle pellicole più aberranti ( dal punto di vista cinematografico) e demenziali (dal punto di vista narrativo) che si conosca nel panorama di genere degli anni '70. Quel che è peggio in "nuda per Satana" non è tanto la confusione e la noia che emergono prepotenti dai fotogrammi, quanto la fastidiosa autoreferenzialità di un mestierante decisamente al di sotto delle sue possibilità.Raggiungere vette così basse era difficile ma il tentare di vendere al mondo il fatto che si cerca di girare un film artistico è forse la peggior colpa di Batzella, del quale, a livello di opera cinematografica di serie Z, preferisco senz'altro il più divertente "La bestia in calore ".
Qui troviamo la formosa e decisamente poco espressiva Rita Calderoni, già attrice prediletta da Polselli in "Riti, magie nere e segrete orge nel trecento " e "Delirio caldo", che spalanca gli occhioni e le cosce nella scena più scult della storia, ovvero lei imprigionata in una ragnatela fatta di corde da pescatore, mentre urla e si dimena minacciata da un ridicolo ragno di peluche e fil di ferro che viene palesemente spinto dai tecnici fuori campo. Una scena talmente grottesca e inutilmente lunga, da rasentare il ridicolo ai massimi livelli.


Nessun commento:
Posta un commento