giovedì 1 agosto 2024
giovedì 25 luglio 2024
AMERICA COSI’ NUDA, COSI’ VIOLENTA (1970)
Cast Giorgio Albertazzi (voce), Guido Gerosa (voce), Gianfranco Vene (voce)
Parla di “indagine mondo su usi e costumi bizzarri della società americana tanto per mostrare qualche sequenza shock e soprattutto tanta carnazza a stelle e strisce”
Come per tutti i registi di genere italiani (ma anche all’estero) la filmografia di Sergio Martino è costellata di piccoli capolavori e grandi monnezze, tra commedie sexy, fantascienza, horror e thriller. Ma agli inizi degli anni ’70, quando ancora il genere era gettonatissimo nelle sale, Martino ha esordito alla regia di tre mondo movies, una trilogia di cui questo “America così nuda, così violenta”, rappresenta la conclusione del suo excursus nel genere documentaristico shock. Il leit motiv in questo caso è la scoperta di usi e costumi del popolo americano con particolare attenzione a quelli più bizzarri e scottanti.
mercoledì 17 luglio 2024
TARZOON, LA VERGOGNA DELLA GIUNGLA
Regia Picha, Boris Szulzinger
Parla di “ peni alieni rapiscono Jane della Giungla per rifare il parrucchino alla regina Bazonga ma Tarzoon non ci sta e comincia a fare casino nella Savana”
Quello dell’animazione per adulti è sempre stato un genere cinematografico piuttosto complesso con cui era difficile ottenere grandi consensi nell’immediato. Opere come il Signore degli anelli o Fritz il Gatto di Ralph Bakshi sono state considerate dei Cult solo dopo che la loro fama era cresciuta nel tempo, questo perché ancor oggi il pubblico generalista tende a identificare il genere animato come un prodotto per bambini mentre questi film creano un punto di rottura utilizzando l’animazione per fuoriuscire dai canoni della settima arte e definire un qualcosa di unico e spesso incompreso.perfida regina extraterrestre Bazonga per ricoprire la sua testa calva, con l’aiuto di due scienziati siamesi. La regina invia così i suoi peni soldato a catturare la donna, nel frattempo delusa delle fiacche prestazioni sessuali di Tarzoon (per fortuna c’era anche Cheeta a dare manforte).
venerdì 12 luglio 2024
PIECES
Regia Juan Piquer Simón
Cast Cristopher George, Linda Day, Edmund Purdom
Parla di ”ragazzino amante dei puzzle cresce e decide di costruirne uno con I corpi di ragazze smembrate a colpi di motosega”
Nel cast troviamo anche quella vecchia gloria di Paul L. Smith, celebre (vabbè insomma) per essere stato un po' il clone di Bud Spencer in certi western italiani di bassa caratura. Irresistibile il suo sguardo strabico e le smorfie da maniaco incazzoso che tiene per tutto il film. Nonostante l’ambientazione americana, il film è girato per la maggior parte a Valencia in Spagna, le nudità si sprecano (anche maschili) e le scene gore abbondano, omaggiando in più momenti il cinema di Hershell Gordon Lewis, in particolare l’ultimo omicidio risulta particolarmente ben fatto (soprattutto in termini di prostetica) ma è soprattutto il finale che lascia a bocca aperta, un’ultima sequenza che ti fa uscire dal cinema con quella domanda ormai classica tra gli estimatori: “Ma cosa cazzo ho visto?”.
giovedì 4 luglio 2024
DIARIO PROIBITO DI UN COLLEGIO FEMMINILE (Horror Hospital, 1973)
Cast Michael Gough, Robin Askwith, Vanessa Shaw
Parla di “nonostante il titolo, non si parla di sesso ma di un mad doctor che riduce in schiavitù giovani capelloni e affetta teste con machete attaccato all’auto”
Già me li immagino i bavosi pipparoli italiani attratti in massa da un titolo che evoca libidinosi incontri saffici, addensati in un cinemino di provincia col patello in mano, sconvolti dalla delusione dopo i primi minuti del film. Non assisteranno infatti alle pratiche erotiche di dolci teenager in calore, in compenso si godono quel mascellone diabolico di Michael Gough che insegue sulla sua limousine attrezzata con machete attaccato ad una portiera (a guisa di biga romana) due ragazze bendate e intrise di sangue. Sfrecciando accanto, l’auto stacca di netto la testa alle due poverelle, che vengono raccolte in un cestino attaccato anch’esso al veicolo (full optional!!!!). Insomma a stò giro i distributori italiani hanno ordito una colossale truffa al pubblico nazionale, trasformando questo horror inglese, condito da robuste dosi di humor e soprattutto di trash, in una sorta di porcellonaggine falsata.
Dopo una serie di dialoghi assurdi i due raggiungono una stazione ferroviaria deserta in cui l’unica presenza umana è un capotreno dagli occhi spiritati che chiede il biglietto due ore dopo che sono scesi dal treno. Raggiunta la clinica la coppia non tarda a scoprire le stranezze del luogo, anzi gliele si sbatte in faccia subito senza preamboli. Una vecchia ipertruccata (la zia di Judy interpretata da Hellen Pollock), un nano bistrattato, un gruppo di guardie del corpo vestite come motociclisti ed il volto perennemente nascosto nel casco, una serie di giovani pazienti lobotomizzati e, dulcis in fundo, l’uomo merda, ovvero uno strano mostro che sembra proprio ricoperto di una bella spalmata di cacca marroncino chiaro. Sfuggito alle maglie del comunismo sovietico ed accanito sostenitore delle teorie pavloniane (come ci viene gentilmente spiegato in un inutile flashback dove non si vede un cazzo), il dottor Storm (interpretato da un Gough decisamente mefistofelico) si diverte a trasformare giovanotti e signorine in zombie obbedienti ai suoi voleri che, scopriremo sul finale, sono puramente sessuali.
giovedì 30 maggio 2024
CATTIVE RAGAZZE (1992)
Cast Florence Guerin, Eva Grimaldi, Brando Giorgi
Parla di “Donna criminale contro donna in carriera per contendersi maschio oggetto in tenuta da cowboy metropolitano”
Pur trovando riprovevole, in senso generale, il finanziamento di opere cinematografiche con soldi pubblici (tranne nel caso di “vere” opere d’arte), trovo ingiusto l’accanimento perpetrato nei confronti dell’opera prima (e unica) di Marina Ripa di Meana, una sorta di grottesco thriller che oscilla tra il serio e il faceto con tematiche a sfondo iperfemminista. Pur parlando di 2 miliardi e passa di budget speso per realizzarlo, il film non è poi peggio di molte altre opere uscite al cinema, soprattutto in tempi successivi, ma si sa che in Italia non si punisce chi fa il crimine ma chi lo nasconde peggio. Le protagoniste principali sono Florence Guerin nel ruolo di Marilyn che indossa una ridicola parruccona da rockstar e si dedica a rapinare un gioielliere asiatico per poi lasciarlo legato nella camera d’albergo vestito in tenuta sado-maso, e poi c’è Eva Grimaldi nella sua migliore (o forse andrebbe detto, la meno peggiore) interpretazione cinematografica, qui nel ruolo di Alma, donna d’affari stalkerizzata dall’assurda madre del suo ex marito (una grottesca Anita Ekberg al tramonto sia fisico che professionale) e dal suo capo (interpretato da quel Burt Young rimasto famoso in Rocky ma poi nulla di fatto).
giovedì 16 maggio 2024
FUNNY FRANKENSTEIN aka AGNESE E…(1982)
Cast Mark Shannon, Aldo Sambrell, Laura Levi
Parla di “impiegati allupati rispondono ad un annuncio e si ritrovano in mezzo a satanisti ancora più allupati di loro”
Queste atmosfere bucoliche però, prendono una piega inaspettata quando Sambrell decide di rispondere ad un annuncio pubblicato sulla rivista “Intimità”. Shannon insiste per seguirlo e i due si ritroveranno a Villa Lucifera in un guazzabuglio infernale dove si celebrano riti satanici accompagnati dalla musica di Shining e nel contempo teste di mostri decapitati rotolano dalle scale mentre un tizio vestito come un pellerossa sfodera un enorme fallo posticcio. Mentre cercano una via d’uscita, i due incontrano una sorta di cameriera mascherata, la quale reca sul sedere l’invito a seguirli per poi sfondarli a colpi di sesso senza interruzione. Sorpresa! Sorpresa! La cameriera non è altri che la loro collega Agnese che, dopotutto non è così casta come vuole apparire. Tra commedia, horror e pornografia, il film non riesce a funzionare in nessuno dei tre generi, troppo rozzo e malfatto, quasi peggio delle commedie pierinesche. Almeno si trovasse la versione integra potremmo consolarci con un porno vero e proprio e non con questa versione in cui l’unico Frankenstein citato nel titolo è proprio la pellicola, mutilata e ricucita senza alcun riguardo per lo spettatore.








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