(Id. 1973)
Regia
Gerard Damiano
Cast
Georgina Spelvin,
Harry Reems,
John Clemens


Dopo il polverone tirato su da
Gola Profonda, il regista Gerard Damiano ci riprova con una sorta di porno
favola dai contenuti catto-moraleggianti in cui Georgina Spelvin è Justine, una
donna che ha sempre condotto una vita irreprensibile e morigerata, sconosciuta
ai piaceri della carne. La disperazione porta la donna al suicidio e quindi
davanti alle porte dell'inferno, qui John Clemens (che interpreta il diavolo
Abaca) s'intenerisce della sua condizione e le offre qualche giorno per sfogare
tutta la libido repressa nella sua esistenza.

A questo il punto il film è una
sequenza di apprendistato erotico dove Justine impara a fare blow Job, gode dei
piaceri saffici (in una sequenza veramente ai vertici dell'arte pornografa) e
passa da un'orgia all'altra fino al termine del suo patto satanico. E qui, purtroppo
per lei, scopre di essere stata ingannata; in una sorta di contrapasso dantesco
si ritroverà a condividere l'eternità con un pazzo (interpretato dallo stesso
regista) frigido che parla solo di farfalle e ragni.
Evocativa la scena finale
in cui Justine maledice l'inferno masturbandosi di fronte all'inerme
personaggio. Un film culto degli anni '70, epoca in cui porno non voleva dire
solo una mera rappresentazione dell'atto sessuale ma una continua ricerca
dell'eccitazione e dell'erotismo attraverso straordinarie perversioni
cinematografiche che hanno decretato in quel periodo uno dei momenti d'oro di
questo cinema sommerso ma decisamente irrinunciabile.
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