lunedì 19 marzo 2018

ROBIN HOOD LA LEGGENDA SEXY - UN AMORE LEGGENDARIO

(Id. 1996)
Regia
Cast  , ,


Una delle pratiche mai passata di moda, nel mercato del cinema porno, è il remake in chiave (..o chiavata?) erotica dei grandi successi cinematografici cosiddetti mainstream. Anni prima della Asylum e dei suoi mockbusters ormai divenuti leggendari, gli studios a luci rosse si ingegnavano per realizzare copie imbarazzanti di film come "L'albero degli zoccoli" (a cui bastava togliere la "i" e aggiungere la "e" nel finale per entrare nel mito) "Terminator" (divenuto ovviamente "Sperminator") o Edward Mani di Forbice (Il più assurdo di tutti "Edward mani di pene"). Nel cestone generale del pornomercato non manca ovviamente l'illustre firma di Aristide Massacesi, al secolo Joe D'Amato, il quale non lesinava di realizzare fiction hardcore, spesso di buon livello. 

 


Nel 1996, visto il successo del film di Kevin Costner dedicato al celebre arciere di Nottingham, Robin di Locksley, meglio conosciuto come Robin Hood, D'amato ne realizza una versione straight to video, destinata al mercato home video dei sexy shop, con l'avvolgente titolo: "Un amore leggendario - Robin Hood la leggenda sexy". La trama, molto semplificata vede il cattivo Principe Giovanni, con l'immancabile tunica regale (che nasconde ovviamente un enorme pene) e il fido sceriffo (interpretato dalla pornostar afroamericana di nome Sean Michaels, piuttosto belloccio almeno quanto legnoso nella recitazione) dedicarsi al rapimento delle belle villiche a scopo sessuale, costringendo i mariti a pagare dazio se vogliono potersi trombare la moglie. Per fortuna che arriva il nostro eroe interpretato da un'altra leggenda del porno, Mark Davis.   

Lo statuario americano non perde tempo e inizia a rubare le chiavi delle cinture di castità per ridare felicità alle coppie di Nottingham e dopo essersi ingroppato la servetta del principe (con cui fa un bel 69 in piedi...da applausi) le infila del sonnifero nella vagina, in questo modo il principe dopo averla leccata si addormenta e il bravo Robin può dedicare le sue attenzioni anche a Lady Marian. La servetta, però, spia ingelosita e decide di raccontare tutto al principe, il quale spodesta Lady Marian e la costringe a diventare schiava di piacere, almeno fino all'arrivo risolutivo di Robin che chiude l'opera con una bella chiavata. Nonostante l'impegno di una produzione Italoamericana, il film si mantiene su standard medi, con parentesi pseudo comiche (come quella del villico al quale portano via la moglie ogni volta che sta per trombarsela), cambi di scena durante le scene di sesso (segno forse che più di un tot i ragazzi non ce la fanno?) e sborrate finali rigorosamente in bocca con tanto di ralenty epico. Ad accompagnare in modo ossessivo tutto il film, una simpatica musichetta medioevale piazzata sulla pellicola in modalità loop nella migliore tradizione del porno di cassetta.

  

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