martedì 14 aprile 2020

WOLF

(Mnusy hmapa, 1987)

Regia: Sommai Kamson

Cast:  Sorapong Chatree, Pairoj Jaisingha, Lak Apichat

Genere: Avventura, Fantastico, Horror

Parla di: “giovanotto che si trasforma in uomo cane alle prese con loschi criminali e una Strega malvagia”

Il cinema Thailandese, al pari di quello indiano, indonesiano e filippino, è uno scrigno nascosto pregno di delizie trash ancor oggi da scoprire. Grazie alla rete, in questi ultimi anni sono venute fuori chicche comeLady Terminator e Mystics in Bali, ma c’è ancora tanto lavoro da fare, anche se ne vale assolutamente la pena. Per quanto riguarda questa perla thailandese diretta da Sommai Kamson sono bastati una manciata di secondi su Youtube per decretarne il successo con più di 180.000 visualizzazioni di quella che può essere definita come la “peggiore trasformazione in lupo mannaro di sempre”. Insomma si è riusciti a fare peggio del compianto Marco Antonio Andolfi in La Croce dalle Sette Pietre con un’allucinante sequenza dove il protagonista Sorapong Chatree (attore di punta del cinema thai e in particolare nella serie Ong Bak e di recente nella serie dedicata a King Naresuan) sta meditando in una grotta nella classica posizione del loto, quando all’improvviso spunta un cagnolone nero, i due si guardano per un momento e l’animale spara dagli occhi due raggi rossi che colpiscono quelli di Sorapong, a questo punto regna il capolavoro: pezzi di pelliccia nera cominciano a spuntare sulla faccia fino a ricoprirla completamente ed ecco che il nostro eroe si ritrova un enorme mascherone canino al posto del volto e zampe pelose al posto delle braccia. 

Per il resto rimane vestito come prima, senza che la trasformazione intacchi minimamente il vestiario. In realtà poi, nel film, questa sarà l’unica scena di trasformazione del protagonista in uomo lupo, nel restante minutaggio assisteremo alle avventure di un gruppo di baldi giovani alla ricerca di un tesoro sotterraneo tra criminali armati fino ai denti, santoni comandati da un assurdo vate con la parrucca bionda, tentativi di stupro con svestizione completa ed esposizione di parti intime delle vittime femminili davanti alla macchina da presa (perché un accenno di sesso è strettamente necessario alla causa), arti marziali e persino un gruppo di ridicoli zombi che fuoriescono da scatoloni di cartone per poi essere debellati assurdamente da una coppia che comincia a ballare nuda nella grotta con strani movimenti sessuali. Siccome poi al ridicolo non c’è mai fine vediamo anche una ragazza che, risvegliatasi nella sua capanna al suono insistente di un ululato, si siede di fronte ad una sfera di cristallo e gli spunta un assurdo cono di plastica appiccicato sul mento. 


Questo dovrebbe fare di lei una specie di strega, ed infatti, da lì in poi comincerà a emettere risatine sataniche come se non ci fosse un domani. Non manca poi la comparsa che balla nuda al suono dei tamburi tribali, peccato che quando spunta l’uomo lupo (o uomo cane?), invece di manifestare terrore a codesta visione, si allontana pacatamente trattenendo a stento le risate. Il tutto condito da una musica sontuosa che si alterna tra synth-pop e borioso – classica, dialoghi lunghi e farraginosi, sequenze statiche al limite della narco-ipnosi. Insomma un film perfetto per chi ama il trash, unico rimpianto resta il povero uomo cane, avremmo voluto vederlo di più, date le magnifiche premesse regalateci da quegli incredibili 40 secondi di trasformazione che il web ha scoperto recentemente.

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