martedì 29 maggio 2012

ROBOT MONSTER

(1953)
Nell'immaginario collettivo della sci-fi d'annata, pochi film hanno saputo trasformarsi in un'icona fondamentale del genere, tra questi un piccolo, bruttissimo e scalcagnato prodotto di serie ultra zeta che nel 1953 uscì con l'inquietante nome di Robot-Monster. Costata pressapoco 12.000 dollari, questa pellicola di appena 66 minuti ha lasciato, nei decenni successivi, un'impronta di assoluto rilievo  fra gli estimatori, proprio in virtù dell'estrema povertà dei suoi mezzi ma sopratutto per l'arditezza con cui veniva rappresentato il mostro vero e proprio, o meglio il Ro-Man, sorta di mostro composto dal costume di un gorilla con in testa il casco da palombaro. Nella sua pochezza quest'immagine tanto ridicola è diventata il simbolo di quella fantascienza  proveniente dalla letteratura pulp e dai fumetti fantasy tanto in voga all'epoca. Non è un caso infatti che i titoli di testa e di coda siano composti da un collage di riviste, libri e fumetti divorati dai teen-agers americani del dopoguerra.
Certo nel film diretto da Phil Tucker (che tentò il suicidio dopo il fiasco al botteghino di questa sua opera) il delirio e la ridicolaggine sono ad ogni angolo, a partire dal picnic tra le rocce di una tranquilla famiglia americana che si trasforma in un incubo quando dal cielo piove una specie di meteora accompagnata da scariche elettriche, dinosauri che si azzannano fra di loro (il solito coccodrillino truccato da dimetrodonte che morde il varano). Da lì in poi entra in scena il Ro-Man (sotto la pelliccia George Barrows) che deve distruggere l'ultima famiglia superstite all'invasione (che si vede solo attraverso panoramiche di città bombardate). Tra macchine che fanno le bolle di sapone, antenne che emanano scariche elettriche ed un primo, rozzo, prototipo di schermo ultrapiatto, il mostro strangolerà la loro bambina, ucciderà lo sposo della figlia del patriarca (l'ultimo scienziato sopravvissuto) e cercherà di violentarla (????) prima di essere fermato. In realtà, alla fine si rivelerà essere tutto un incubo del ragazzino e questo, a parer mio, da un senso a tutta la vicenda, altrimenti contrassegnata dal puro delirio fantascientifico.
Certo le ambientazioni sono quello che sono (la famiglia sopravvissuta la vediamo all'interno di un cantiere edile che simula la città distrutta) gli effetti sono più che altro psicotronici e gli attori recitano in maniera superficiale, ma non si può negare a Robot Monster un fascino evocativo prorompente, proprio per la sua diversità rispetto ai prodotti dell'epoca e per l'estremo grottesco (dettato più che altro dalla carenza di mezzi) di un mostro alieno che non ha eguali nella storia.  

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