Regia Thom Eberhardt

Cast Catherine Mary Stewart, Kelli Maroney, Robert Beltran
Genere: Fantascienza, Post Apocalittico, Horror, Commedia
Parla di “Cometa passa sulla Terra, incenerisce tutti e trasforma in zombie i superstiti”
Come girare un post apocalittico senza soldi dove ci sono zombi antropofagi dappertutto ma nel film se ne vedono solo due o tre? Cari filmmakers da quattro soldi, prendete esempio dagli anni ottanta e in particolare da questo cult datato 1984 scritto e diretto da Thom Eberhart, regista non particolarmente brillante e poco attivo nel corso della sua carriera (probabilmente questo è l'unico film degno di nota, il che la dice lunga!). Il film ci introduce al passaggio della cometa di Halley sulla Terra, attesa come un vero e proprio evento da una comunità cittadina (il commesso del cinema che vende cerchietti per capelli con palline filanti che riproducono la cometa), solo la giovane Regina (una splendida Catherine Mary Stewart poco sfruttata nel mondo del cinema, la ritroveremo infatti solo in Weekend con il morto nel 1989) sembra più interessata a fare punti in un arcaico videogame da sala che all'evento, tant'è che preferisce passare la notte in una sala proiezione con un avvenente giovanotto. Meglio per lei, dal momento che al mattino dopo, l'intera città sembra deserta, disseminata di abiti usati pieni di polvere rossa.

Filtrato da colori rossi ipersaturi il mondo post-apocalittico di Eberhart inquadra due o tre vie giusto per dare il senso (risicato) della desertificazione metropolitana, mette in piedi un make-up piuttosto dozzinale dei mostri (in pratica allarga le orbite degli occhi per deformarne i lineamenti) e punta la cinepresa sulle due sorelle, inaspettatamente toste e combattive alla faccia di chi vedeva, in quegli anni, il sesso debole accaparrarsi solo ruoli da vittima. Regina tira calci e pugni, si tromba chi vuole, smitraglia a destra e a manca e indossa all'inizio dei calzini sotto i tacchi da vomito. Il film butta praticamente in caciara la fine del mondo rendendola improbabile e ridicola come le scene del bambino zombie che insegue Hector ("Sei fortunato che mi piacciono i ragazzini!") o il doppio sogno di Samantha e lo zombie poliziotto, il tutto arricchito con humor di grana grossa tipico degli eighties pregno di battute di dubbio gusto e situazioni sull'orlo del ridicolo.
Nessun commento:
Posta un commento